Il Natale è uno dei momenti dell’anno che più mette in difficoltà il rapporto con il cibo.
Non tanto per ciò che si mangia, ma per come lo si vive: aspettative, sensi di colpa, rigidità seguite da perdita di controllo.
Dal punto di vista nutrizionale, il problema non è il pranzo di Natale.
Il problema è l’idea che il corpo debba essere continuamente corretto.
L’Alimentazione Gentile, con un approccio scientifico e rispettoso della fisiologia umana, permette di attraversare le feste senza rinunce inutili e senza allontanarsi dal proprio percorso di salute.
Cos’è davvero l’Alimentazione Gentile (e cosa non è)
L’Alimentazione Gentile:
- non è una dieta permissiva
- non è “mangiare senza limiti”
- non è assenza di struttura
È un metodo che integra:
- evidenze scientifiche
- ascolto dei segnali corporei
- educazione alimentare
- sostenibilità nel lungo periodo
L’obiettivo non è il controllo, ma la regolazione naturale del comportamento alimentare.
Natale e alimentazione: il punto di vista scientifico
Dal punto di vista fisiologico:
- pochi giorni di alimentazione diversa non alterano il metabolismo
- il peso corporeo non cambia in modo significativo in una settimana
- il corpo è in grado di autoregolarsi se non viene sottoposto a restrizioni drastiche
Le strategie di compensazione (digiuni, detox, allenamenti punitivi) aumentano il rischio di perdita di controllo e peggiorano la relazione con il cibo.
I miei consigli sinceri per vivere le feste in modo consapevole
1. Non arrivare ai pasti estremamente affamato
Saltare i pasti “per prepararsi” al pranzo di Natale è una delle strategie meno efficaci.
✔ Mantieni una colazione e un pranzo leggeri ma completi
✔ Inserisci proteine e fibre
✔ Arriva al pasto con una fame gestibile
Questo favorisce un migliore ascolto della sazietà.
2. Mangia seduto, con calma, in modo intenzionale
Il corpo registra ciò che mangi solo se sei presente.
- siediti a tavola
- evita di mangiare in piedi o distrattamente
- concediti il tempo di percepire gusto e sazietà
👉 La quantità giusta è quella che ti fa stare bene durante e dopo.
3. Dolci e tradizioni non sono un problema
Dal punto di vista nutrizionale, il dolce:
- non compromette la salute
- non “rovina” un percorso
- non richiede compensazioni
La differenza la fa:
- mangiarlo per scelta
- in una quantità che rispetti il tuo corpo
- senza senso di colpa
Il piacere è parte integrante di una relazione sana con il cibo.
4. Ascolta i segnali di sazietà, anche se il piatto non è vuoto
Sazietà non significa “essere pieni”, ma sentirsi soddisfatti.
Imparare a fermarsi:
- non è uno spreco
- non è scortesia
- è rispetto del proprio corpo
5. Muoviti per stare meglio, non per compensare
Una passeggiata dopo i pasti:
- favorisce la digestione
- migliora la glicemia
- riduce la sensazione di pesantezza
Muoversi non serve a “bruciare”, ma a prendersi cura del corpo.
6. Evita il dialogo interno giudicante
Frasi come:
- “ho esagerato”
- “da domani dieta”
- “sono stato poco bravo”
non aiutano il comportamento alimentare.
Un approccio consapevole utilizza un linguaggio neutro e osservativo:
“Ho mangiato più del solito, ora torno alla mia routine.”
Dopo le feste: cosa fare davvero (secondo scienza)
Non servono:
- detox
- diete drastiche
- restrizioni
Serve:
- riprendere la regolarità dei pasti
- idratarsi
- dormire
- ascoltare i segnali di fame e sazietà
Il corpo è progettato per riequilibrarsi.
Qual è il mio ruolo?
È quello di ricordarti che un percorso nutrizionale efficace non insegna a “sopravvivere” alle feste, ma a viverle senza perdere il contatto con sé stessi.
Nel mio studio accompagno le persone a:
- costruire un rapporto sano con il cibo
- sviluppare consapevolezza alimentare
- raggiungere obiettivi realistici e duraturi
Perché la vera salute non è perfezione, ma continuità e gentilezza.
Buone feste!
Ricevo come nutrizionista a Viareggio e nutrizionista a Lucca, se hai bisogno di supporto contattami.




